
Dopo il via libera del Governo alle cosiddette 22 Zone Franche Urbane , tre comuni campani – Napoli est, Torre Annunziata e Mondragone – beneficieranno di agevolazioni fiscali e contributive per la creazione di piccole e medie imprese. I fondi – sono pari a 6,5 milioni di euro, 5,3 milioni e 4 milioni di euro e saranno sbloccati dalla Commissione europea a partire dal 1° gennaio 2010. Un bel mucchietto di soldi che, si spera, sarà ben gestito!
Ma cos’è una zona franca? Si tratta di un quartiere o una circoscrizione che, per densità abitativa, numero dei disoccupati e degrado ambientale, godrà di contributi alle aziende in cambio dell’assunzione (il 30% del totale) degli abitanti dello stesso quartiere. Nello specifico, queste le agevolazioni: esenzione totale dalle imposte sui redditi per 5 anni e uscita graduale dal regime di esonero; esenzione dall’IRAP e dall’ICI per due anni; esonero dal versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti per 5 anni.
Complessivamente, per le tre Zone Franche Urbane della Campania vengono messi a disposizione 15,6 milioni di euro cosi’suddivisi: Torre Annunziata: 5,34 milioni di euro; Napoli Est: 6,463 milioni di euro; Mondragone: 3,961 milioni di euro.
Ma perchè Napoli est? Si tratta di un territorio decisamnete depresso – Mercato, Zona Industriale, Barra, San Giovanni a Teduccio – con un alto tasso di disoccupazione storica e un disagio mai sanato, se non con rattoppi tipo corsi di formazione a pioggia, assegni sociali, ecc. Ricordiamolo, Napli est è anche la zona dove Bassolino, incredibilmente, continua a godere di un largo consenso.
I dubbi sulla zona franca napoletana sono principalmente tre:
1) Il piano di agevolazioni non ha considerato cosa vogliono fare veramente le imprese. Perché non destinare finanziamenti ad aziende che si occupano di tecnologie per l’ambiente. Il piano del comune e della Regione non fa nessun cenno alla questione.
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